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A Sassari bagno di folla per Matteo Salvini

Il ministro dell’Interno e leader della Lega in città per le elezioni regionali di domenica prossima. «La sfida del 24 febbraio in Sardegna sarà tra noi e la sinistra, tra il cambiamento e il passato»

Salvini1

Sassari. «Non ho parole, grazie di cuore. Ajò dimonios, forza Sassari, forza Sardegna. Riprendetevi la vostra terra, la vostra libertà». Bagno di folla ieri sera per Matteo Salvini a Sassari, evento inserito nel tour che il ministro dell’Interno sta compiendo nell’Isola in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Il “capitano” della Lega ha voluto dare man forte ai candidati alle elezioni regionali, schierati sul palco insieme al coordinatore regionale Eugenio Zoffili. Una tappa in piazza Tola, nel cuore della città, che ha confermato che anche il Sardegna il Carroccio sta mettendo radici.

Con un intervento rigorosamente a braccio, Salvini ha toccato i temi del momento, dalla vertenza pastori («Sono orgoglioso di essere al tavolo di contrattazione perché quel latte deve tornare a essere formaggio e il lavoro deve essere pagato per quello che è giusto che sia pagato») alle politiche sull’immigrazione e il caso Diciotti. «Di solito i ministri andavano a processo perché rubavano. Se io andassi a processo perché ho fermato un barcone e ho respinto i clandestini, sarei orgoglioso di andare a questo processo».

Salvini2«La sfida del 24 febbraio in Sardegna sarà tra la Lega e la sinistra, tra il cambiamento e il passato. Vedevo sui manifesti venendo qui che c’è ancora qualcuno che parla di falce e martello e parla di comunismo nel 2019. Bisogna aiutare le persone che hanno bisogno e quindi aiuteremo anche loro…», ha attaccato. «C’era una volta una sinistra che stava con gli operai, i pastori, gli artigiani, coi disoccupati, con i precari e adesso anche in Sardegna sta con i banchieri, con le multinazionali, con i poteri forti. Noi ci facciamo carico di ripartire dagli ultimi. Quelli a cui la Giunta Pigliaru ha chiuso ospedali su ospedali, una vergogna. Tagliare sul diritto alla salute è indegno di un paese civile. Costringere le donne a prendere un elicottero per partorire, uomini a prendere l’aereo a fare dialisi o chemio. E se qualche compagno ha voglia di usare qualche fischietto si prenda dieci immigrati e fischietti insieme a loro». E poi l’attacco diretto all’assessore regionale della Sanità Luigi Arru. «Ero all’ospedale della Maddalena: se una partorisce nel giorno sbagliato si fa due ore di coda per prendere il traghetto. Vedere che c’è una camera iperbarica da 600mila euro chiusa che è chiusa lì e non funziona. Una vergogna. E sentire l’assessore che si ricandida col Pd dire che hanno fatto una bella riforma… Anzi, il genio, questo assessore Arru, ha detto in una intervista che ho riletto tre volte, che in Sardegna si fanno pochi figli, c’è disoccupazione, i giovani scappano, quale è il futuro per la Sardegna? Fare arrivare una marea di immigrati!». La soluzione è invece un’altra: «Prima i sardi. Poi se avanza qualcosa anche agli altri».

Salvini3A qualche fischio Salvini ha replicato con un paio di battute, tra cui: «Tanto pane e nutella amico mio!». Per i giovani, non solo sardi, anche qualche altro passaggio: «Sono contento che da settembre torni sui banchi di scuola l’educazione civica come materia obbligatoria. Anzi, fosse per me, la dico tutta, sei mesi di servizio militare per imparare la convivenza non sarebbe male».

Ad accogliere il ministro dell’Interno un gruppo di giovanissimi contestatori, che hanno intonato “Bella Ciao”, prontamente bloccati dalle forze dell’ordine.

Al termine una lunga fila per l’attesissimo momento del selfie con il Capitano. Tanta pazienza ma alla fine per tutti una foto personalizzata con Salvini.

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