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A Santa Maria benedetto l’altare dei Sarti

Dopo più di dieci anni di attesa, il grande manufatto settecentesco è stato restaurato e ricollocato nella sua cappella

Sassari. L’altare settecentesco del gremio dei Sarti è ritornato nella sua collocazione originaria nella chiesa di Santa Maria di Betlem dopo oltre dieci anni di attesa. Domenica mattina, al termine della messa, il padre guardiano della comunità dei Frati Minori Conventuali Salvatore Sanna lo ha benedetto alla presenza degli emozionati gremianti, che hanno rinnovato la loro Festa piccola in onore del compatrono Sant’Omobono. Un’attesa premiata con la restituzione dell’antica struttura lignea alla sua naturale bellezza. Era infatti il 2009 quando l’altare registrò il pericolo cedimento del frontone e di alcune colonne. Fu allora smontato e sistemato in due sale del convento francescano, al primo piano intorno al chiostro. Qui, dopo che solo nel 2013 si era sbloccato l’iter per il restauro, negli ultimi quattro anni il team di restauratori ha meticolosamente ripulito i singoli pezzi, ricorrendo poi a vernici e strumenti artigianali d’epoca, tutto secondo uno studio filologico che ha portato ad analizzare e ricostruire materiali e singoli pezzi. Nei primi mesi del 2021 si è invece proceduto a restaurare i muri della cappella, lavori terminati lo scorso aprile, e poco dopo a ricomporre l’altare.

L’opera in origine potrebbe essere stata commissionata dai francescani per accogliere Sant’Antonio, ma poi, non si sa per quale motivo (forse il lavoro non soddisfaceva), venne acquisita dai Sarti per la loro cappella dedicata alla patrona Madonna di Montserrat, la seconda a sinistra dall’ingresso, che i Frati Minori Conventuali concessero nel 1597. L’altare, affidato alle cure della bottega del maestro Juan Contena, nella sua architettura finale risale al 1738, ma alcuni elementi nelle fasce inferiori che sembrano più antichi. Alla fine degli anni Novanta fu notata una pericolosa infestazione di termiti, problema che pochi anni dopo portò a una compromissione della struttura lignea. Lo smontaggio è stato complicato e ha visto l’intervento di una squadra specializzata dalla Grecia. Si è successivamente proceduto a sanare l’umidità che aveva favorito il proliferare dei parassiti. A complicare la ricostruzione alcune parti cave dell’altare, che hanno richiesto un’ulteriore indagine per trasporto e consolidamento. Infine, è stata studiata una soluzione per evitare il contatto del legno con il muro, con il ricorso all’ancoraggio al muro di fondo tramite una struttura metallica.

Il complesso progetto di restauro è stato curato dall’architetto Giuseppe Palmieri, mentre Giuseppe Peddio ha realizzato il ponteggio per il riposizionamento dell’altare. Il restauro dei singoli pezzi è stato eseguito da Giorgio Auneddu Mossa.

Alla cerimonia di benedizione era presente anche l’ex sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, socio onorario del gremio dei Sarti, che Alessandro Pinna Spada, a nome dell’antico sodalizio, ha ringraziato prima della cerimonia. Un restauro realizzato anche grazie alla Fondazione di Sardegna, con un finanziamento da 40mila euro, e all’aiuto del Rotary Club Sassari, di Giovanna Campus e di Carlo Antero Sanna, nonché dei frati di Santa Maria, in particolare Padre Salvatore e Fra Maurizio.

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