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A Oristano il “Personal tour” di Fiorella Mannoia

Grande pubblico nei giorni scorsi per il concerto della cantante romana, nella sua unica tappa sarda

Oristano. C’erano generazioni di ogni età al concerto della bravissima cantante romana Fiorella Mannoia che ha stregato con la sua voce e la sua personalità migliaia di persone che sono accorse da diverse parti dell’isola (tantissimi anche i turisti presenti) per assistere all’unico concerto in Sardegna denominato “Personal Tour” che si è svolto nei giorni scorsi in piazza cattedrale. L’evento, curato e gestito magistralmente dall’associazione Dromos, ha colto nel segno dato che lo spazio messo a disposizione dalla sede vescovile di Oristano non è riuscito a contenere la folla di gente che voleva assistere alla performance dell’artista romana.

L’ossatura dell’album che si compone di tredici brani inediti, e tredici storie che raccontano consapevolezze e prese di coscienza, riflessioni su se stessi, sull’umanità, sulla vita e sui sentimenti, in tutte le loro sfaccettature, è stato cantato e raccontato alla meraviglia della cantante Fiorella Mannoia sempre bella e giovane, insomma una donna senza età apparente. Con la sua voce melodica e mai scontata Fiorella Mannoia di tanto in tanto dopo l’esibizione canora si è raccontata al pubblico e ha dialogato con lui, riuscendo a entrare in empatia con lo stesso e suscitare forti emozioni. La Mannoia ha iniziato la sua magistrale esibizione con la canzone “Il peso del coraggio”, dove ha parlato delle riflessioni sulla vita, poi ha proseguito con “Il senso”, “I treni a vapore”, e dopo una brave introduzione riflessiva sull’essere donna ha cantato “Imparare a essere donna”, “Anna siamo tutti quanti”, esibizione che tratta il problema del disagio dei giovani, e ancora con la canzone di notevole successo planetario sempre dedicata alla donne “Come si cambia”, come è nel suo stile successivamente ha omaggiato il famoso cantautore italiano “Fred Buscaglione”, eseguendo il brano di successo internazionale “Eri piccola così”. Successivamente ha ripreso con “Lunaspina”, “Penelope”, “Povera Patria”, “Carillon”, “Nessuna conseguenza”, “In viaggio”, ancora un classico di notevole successo con “Caffè nero bollente”, “Combattente”, il successo di Sanremo “Che sia Benedetta”, la canzone di Vasco Rossi ottimamente interpretata dalla Mannoia “Sally”, e poi tuti sotto il palco a ballare e cantare “Siamo ancora qui” e le parole perdute”. Prima di concedersi al bis e aver presentato la band composta da Claudio Storniolo (pianoforte e tastiere”, Max Rosati (chitarre), Alessandro De Crescenzo (chitarre), Luca Visigalli (basso), Diego Corradin (batteria), Carlo di Francesco (Percussioni), ha stregato e fatto impazzire il pubblico in un delirio di allegria con le canzoni: “Sempre sempre”, “Quelle che le donne non dicono”, e infine la notissima “Il cielo d’Irlanda”.

Giulio Favini

(ha collaborato Marianna Bonesu)

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