CronacaEvidenza

21 ex sindaci all’Anci: «All’Italia serve un Governo più forte»

Alle Regioni e a Palazzo Chigi vanno richiesti e confermati alcuni pilastri inderogabili per la crescita del Paese, dalla sanità alla scuola, dalle infrastrutture al lavoro. Per Sassari la firma di Nicola Sanna

Roma. Una lettera-appello rivolta a sindaci ed Anci, l’associazione che riunisce i rappresentanti dei comuni italiani. Il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza, inserito nel Recovery Fund, deve costituire lo strumento per superare la crisi pandemica ma anche per far crescere il Paese in una prospettiva di sostenibilità integrale (ambientale, sociale, economica ed umana). Ecco perché serve un Governo più forte ma anche più coeso affinché possa mettere mano a questioni essenziali. La lettera-appello è firmata da 21 ex sindaci, tra questi Nicola Sanna, primo cittadino di Sassari tra il 2014 e il 2019.

I firmatari di questa lettera aperta sono rispettosi delle dinamiche politiche che si svolgano nelle regole della democrazia parlamentare, ma il Paese non merita una crisi di Governo che si aggiunge a quelle già in atto sul piano sanitario, sociale ed economico. Questo il punto fermo di ogni considerazione sul presente, nella speranza che una rapida ricomposizione del quadro politico consenta a un Governo più forte e coeso di rimettere mano alle questioni essenziali per la cura, la ripresa, l’inclusione sociale degli italiani.

A questo scopo, i firmatari di questo appello, ex sindaci delle rispettive città, si rivolgono prima di tutto ai sindaci italiani in carica e all’Anci affinché nei confronti delle Regioni e del futuro Governo vengano richiesti e confermati alcuni pilastri indispensabili e inderogabili per la crescita del Paese in una prospettiva di sostenibilità integrale (ambientale, sociale, economica ed umana).

Ci permettiamo di richiamare almeno 6 priorità generali.

1. Sanità: la necessità di riequilibrare i servizi sanitari spostando il baricentro dall’ospedale per acuzie alla prima assistenza territoriale (sull’esempio delle Case della Salute), fino all’assistenza di quartiere e domiciliare, con adeguato incremento del personale medico, a partire dai medici di base, e infermieristico;

2. Scuola: l’apertura di nuove scuole pubbliche per l’infanzia (nidi e materne) su tutto il territorio nazionale in modo da ridurre le diseguaglianze territoriali dell’educazione e dell’istruzione oggi esistenti, un aggiornamento di contenuti e metodi anche della scuola in presenza (specie per le superiori), un minore abbandono degli studi universitari: investire sulle competenze significa investire sul futuro dei giovani e sul Paese;

3. Prevenzione manutenzione del territorio: i cambiamenti climatici, la trascuratezza, lo spopolamento, hanno impoverito il nostro territorio, motivo per cui è necessario riprenderne la manutenzione e ridurre con opere di prevenzione il rischio (idrogeologico, sismico, ambientale);

4. Infrastrutturazione e rigenerazione: le città (grandi, medie e piccole) e le campagne devono essere riprogettate per corrispondere meglio ai nuovi bisogni della popolazione (bambini, adulti, donne, anziani), i servizi pubblici locali hanno bisogno di una riorganizzazione più efficiente ed ecologica (trasporti, rifiuti, acqua potabile, bonifiche), la digitalizzazione è una nuova infrastruttura che si deve affiancare e non sostituire a quelle tradizionali;

5. Transizione ecologica: il PNRR contiene indirizzi giusti e risorse significative ma sulle energie rinnovabili è ancora al di sotto delle linee del Green New Deal europeo, così sull’economia circolare, il recupero delle plastiche tradizionali e la produzione di bioplastiche;

6. Imprese e Lavoro giovani e donne: la realizzazione di questi obbiettivi gravita attorno a una scelta programmatica di medio periodo che ha come obbiettivo la creazione di nuove imprese e di nuovo lavoro in particolare per giovani e donne senza dei quali saremmo condannati a convivere con una contraddizione epocale fatta di immigrazione di competenze di basso livello, ed emigrazione delle competenze di qualità.

Per realizzare questi indirizzi servono certo un Governo più forte, ma anche una maggiore coesione istituzionale (tra Regioni, Città metropolitane, Città medie, Enti di Area Vasta, piccoli Comuni, Aree Interne), una maggiore capacità progettuale, più partecipazione dei cittadini nella scelta delle priorità e nelle verifiche, e una maggiore efficienza nella macchina amministrativa pubblica a tutti i livelli.

18 gennaio 2021

FIRME:
Marco Alessandrini (Pescara)
Gianfranco Burchiellaro (Mantova)
Enrico Campedelli (Carpi)
Massimo Cialente (L’Aquila)
Sergio Cofferati (Bologna)
Paolo Corsini (Brescia)
Simeone Di Cagno Abbrescia (Bari)
Marco Filippeschi (Pisa)
Daniela Gasparini (Cinisello balsamo)
Oriano Giovanelli (Pesaro)
Marco Mairaghi (Pontassieve)
Vidmer Mercatali (Ravenna)
Massimo Pironi (Riccione)
Claudio Pistoni (Sassuolo e Fiorano)
Roberto Pucci (Massa Carrara)
Claudio Ricci (Assisi)
Maurizio Roi (Lugo)
Nicola Sanna (Sassari)
Gaetano Sateriale (Ferrara)
Walter Vitali (Bologna)
Paolo Zanotto (Verona)

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