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2 novembre, commemorati i caduti di tutte le guerre

La cerimonia al cimitero di Sassari è stata officiata dall’arcivescovo Gian Franco Saba. L’omaggio ai presidenti della Repubblica Segni e Cossiga

Sassari. Ieri 2 novembre, nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, anche nel cimitero di Sassari parenti e familiari hanno ricordato i propri cari che qui riposano, con preghiere e fiori sulle tombe. Nonostante il maltempo, che nella tarda mattina è diventato un vero e proprio diluvio, la partecipazione è stata tanta. A cominciare dalla funzione religiosa concelebrata dall’arcivescovo Gian Franco Saba al sacrario militare, con gli interventi del cappellano militare del comando Brigata Sassari don Pietro Murgia e del parroco di Sant’Apollinare don Giampiero Satta.

Alle 10,30, come da tradizione, si è schierato un picchetto d’onore interforze composto da militari della Brigata Sassari e dei corpi armati dello Stato. Erano presenti le massime autorità civili e militari della città e della provincia, le associazioni combattentistiche e d’arma e i familiari dei militari sardi caduti in patria e nelle missioni di pace all’estero. Hanno assistito il presidente del Consiglio regionale Michele Pais, il sindaco Nanni Campus, il prefetto Maria Luisa D’Alessandro, il generale Andrea Di Stasio, comandante della Brigata Sassari, il commissario straordinario della Provincia Pietrino Fois, il presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru, assessori e consiglieri comunali, oltre al professor Mario Segni e all’ex ministro della Difesa Arturo Parisi.

«Giobbe nella prima lettura ci propone la sua confessione di fede nella vita futura. Con l’espressione molto plastica e anche molto cruda, come talvolta è il termine della vita umana su questa terra. “Dopo che questa mia pelle sarà strappata via senza la mia carne vedrò Dio. I miei occhi lo contempleranno e non un altro”. L’incontro con Dio non sarà così un atto di massa, ma un incontro personale», ha detto monsignor Saba nell’omelia. «Guardiamo alle spoglie mortali tenendo presenti le due dimensioni, quella spirituale e quella materiale, quella corruttibile e quella incorruttibile. E questo ci porta a riscoprire una dimensione più profonda della persona umana. Già alle origini i Cristiani, eredi della tradizione di fede del popolo d’Israele, avendo aderito alla fede nella resurrezione della carne, da subito si preoccuparono di raccogliere le spoglie mortali, ritenuta e considerata una delle opere di misericordia e di amore. Quest’opera di misericordia continua nel tempo e nella storia, nella vie ordinarie, nei momenti nei quali la vita terrena cessa nel letto di famiglia in modo quasi naturale consumando i propri giorni terreni, ma anche in quelle vie straordinarie che sono i campi di battaglia, di guerra, le situazioni di conflitto, dove tanti uomini e donne prestano la loro opera di misericordia verso persone che muoiono accanto a loro. Anche nella circostanza della morte, o proprio in questa circostanza, si esprime fortemente la dimensione della prossimità, che è anche spirituale», ha concluso l’arcivescovo di Sassari.

Al termine della funzione religiosa sono state deposte le corone d’alloro sul monumento ai caduti di tutte le guerre all’interno del sacrario militare. La cerimonia si è chiusa con il corteo che ha reso omaggio presso il Cimitero monumentale alle tombe di Antonio Segni e di Francesco Cossiga, presidenti della Repubblica rispettivamente dal 1962 al 1964 e dall’85 al ‘92.

Al cippo centrale, con ingresso da via San Paolo a cura dell’Amministrazione comunale era stata deposta una corona di fiori.

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