Alla scoperta degli antichi sentieri intorno a Sassari

Il Comune punta a riaprire le vecchie strade vicinali verso Osilo, Sorso e Sennori. Venivano percorse dai carri che andavano ai mulini della zona. Adesso saranno dedicate a passeggiate e trekking. Di nuovo visitabile l’antica Fonte Barca

 

 

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La Fonte Barca

Sassari. Sono i vecchi sentieri che un tempo collegavano la valle di Logulentu ed i comuni dell’hinterland, Osilo, Sorso e Sennori. Un percorso ad anello di circa 30 km che circonda Sassari e che adesso sta gradualmente tornando percorribile. Ma niente auto o mezzi moderni. L’Amministrazione comunale sta portando aventi una serie di interventi di recupero di strade e sentieri, in grado di svelare al visitatore tratti di storia della città e aspetti di vita del territorio. Venerdì pomeriggio la Giunta comunale ha partecipato alla riapertura della strada vicinale “Barca”, con il ripristino del collegamento tra Monte Bianchinu e la valle Badde Tolta Logulentu. Alla stampa sono stati illustrati i lavori effettuati negli ultimi mesi ed i progetti di recupero. I percorsi saranno l’ideale per escursioni a piedi, trekking o in mountain bike. Rimane da sistemare la viabilità di accesso e le indicazioni stradali, ma al termine dell’intervento i sassaresi potranno godere di un percorso davvero unico.

Percorsi3I sentieri e le stradine, che un tempo erano percorsi anche dai carri che raggiungevano i mulini della zona, erano andati completamente dimenticati e non più utilizzati. Con il tempo il bosco aveva riconquistato ogni spazio e ricoperto di una fitta vegetazione i passaggi, per non parlare dei rifiuti lì abbandonati: è stato rinvenuto addirittura il telaio di una vecchia 2CV. Nei lavori sono stati impiegati 18 operai “una tantum” (hanno ricevuto 700 euro al mese) suddivisi in quattro squadre, coordinati da dieci tecnici del Settore Manutenzioni del Comune. Il progetto, finanziato dalla Regione, ha preso il via a luglio e si concluderà ai primi di dicembre. Le uniche risorse spese dal Comune sono state per vestiario, mezzi e macchine.

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Nicola Sanna

«Avete aperto una strada, nel vero senso della parola – ha detto il sindaco Nicola Sanna agli operai presenti –. Ci auguriamo che la Regione possa confermare l’impegno dei sussidi “una tantum”, perché dal lavoro che avete svolto voi può nascere ancora lavoro, in particolare per la gestione dei percorsi. Sassari non è soltanto la città ma si conferma anche territorio con ricchezze ambientali».

«Da gennaio ci auguriamo di far ripartire il progetto con altri 30 lavoratori “una tantum”, probabilmente tre squadre – ha aggiunto l’assessore alle Manutenzioni Ottavio Sanna –. Intanto l’Istituto tecnico per Geometri “Devilla” ci ha presentato una proposta che vedrebbe impegnati gli studenti del terzo e quarto anno, in tutto 75 ragazzi, nell’attività di rilevamento dell’area. Per loro sarebbe l’occasione di fare pratica e per l’Amministrazione l’occasione di rendere le aree più fruibile dal punto di vista dell’informazione a tutti i cittadini sassaresi e non solo».

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Ottavio Sanna

Tra gli interventi realizzati la pulizia dell’intera area dell’antica “fonte Barca”. Sono state riportate alla luce vasche, abbeveratoio e le canalizzazioni interamente scavate a mano nella roccia di calcare tenero. Risalirebbero al XIX secolo, mentre la fonte Barca garantisce una portata di un litro e mezzo al secondo. Sono state riscoperte inoltre alcune delle antiche tecniche di convogliamento delle acque sorgive, ripristinando alcuni degli antichi percorsi di incanalamento e dei sistemi rudimentali, finalizzati alla regimentazione delle acque.

L’area della fonte costituisce il punto di partenza di quello che, anticamente, fungeva da asse principale di collegamento tra l’area di Monte Bianchinu e Logulentu. Percorsi2Lì sono ancora visibili diversi mulini ad acqua, se ne contano non meno di 6, alcuni dei quali in buono stato di conservazione. Il sentiero, caratterizzato da una fitta vegetazione con prevalenza di lecci alcuni dei quali ultra secolari, oltreché da macchia mediterranea (lentischio, cisto, fillirea, ecc.), segue quello che è il corso d’acqua che prende il nome dall’omonima valle. Il sentiero si incrocia quindi più volte con il rio Barco e, dopo aver attraversato uno degli imponenti ponti ferroviari della linea Sassari Osilo Tempio Palau caratterizzato da piloni e arcate magistralmente realizzate in muratura, si congiunge con la valle di Logulento.

Percorsi6In occasione dei lavori sono stati inoltre riscoperti e rivalorizzati alcuni siti di interesse archeologico, come a esempio l’area dell’Eba Giara, con le sue vasche scavate nella roccia, e di San Francesco verso Monte Furru, dove è presente una pregevole domus de Janas con funzione di luogo per la lavorazione e produzione di vino ed olio. Sono inoltre apprezzabili vari esempi di vecchie tecniche utilizzate per la realizzazione degli stessi sentieri (scavi a mano in roccia), e per la loro percorribilità da parte di carri e bestie da soma (tratturi e selciati). Sono particolarmente suggestivi, infine, i paesaggi riscoperti, alternati da ampie vallate ricoperte da una fitta vegetazione che consente di percorrere gran parte dei sentieri riaperti rimanendo completamente immersi nel verde, il tutto a pochi centinaia di metri dal centro abitato.