Sassari tra Ballero e Calvia

Fino all’11 ottobre al centro Arte, Kaos e Poesia una mostra dedicata ai grandi artisti di fine Ottocento e inizio Novecento

BalleroMostraSassari. Opere mai esposte prima in pubblico e che richiamano una Sassari del passato nella quale si muovevano grandi personalità dell’arte e della cultura in generale. Il centro “Arte, Kaos e Poesia” in corso Vittorio Emanuele propone fino al prossimo sabato alcuni pezzi di assoluto prestigio e interesse, che fanno parte di due collezioni conservate da privati. La prima è dedicata ad Antonio Ballero, uno dei più grandi pittori sardi, nato a Nuoro nel 1864 e morto a Sassari nel 1932, e comprende 9 pezzi a matita e china, probabilmente studi o bozze risalenti ai primi del 1900 più un’opera ad olio della moglie Ofelia Verzelloni del 1982. All’altra collezione fanno invece riferimento opere ad olio, tra cui tre pezzi disegnati con matita e acquerello da Massimo D’Azeglio, politico e capo del governo del Regno di Sardegna, scrittore e anche pittore. È presente inoltre un’opera del 1944 di Costantino Spada.

Il filo conduttore delle due collezioni è il centro storico di Sassari, dove vissero e operarono Antonio Ballero e Pompeo Calvia, che oltre che poeta fu anche rinomato pittore, legati da un’amicizia prima che Ballero si trasferisse in città e che li vide condividere gli stessi amici artisti tra cui Sebastiano Satta. Calvia fu in contatto anche con Grazia Deledda e altri celebri intellettuali sardi dell’epoca. Suo padre, Salvatore Calvia, era invece architetto, allievo a Torino di Antonelli, autore del maestoso campanile di Mores, e garibaldino.

L’interessante percorso è stato illustrato in occasione dell’inaugurazione dell’esposizione dallo storico dell’arte Alessandro Ponzeletti. Uno spaccato della storia, dell’arte e dei personaggi che allora frequentavano Sassari, città dalla vivace vita culturale. La mostra è stata organizzata e curata dal direttore del centro d’arte e cultura “Arte Kaos e Poesia” Giovanni Andrea Negrotti, con l’obiettivo di risvegliare gli animi degli appassionati sassaresi, sperando che si torni a quei fasti restituendo al cuore della città quel valore di una volta.