A Sassari chirurgia e gastroenterologia d’eccellenza

Al Santissima Annunziata rendez-vous chirurgico endoscopico per la terapia della calcolosi biliare

AslGastrSassari. Si consolidano le sinergie tra le equipe di Chirurgia e Gastroenterologia dell’Ospedale Civile di Sassari per il ‘rendez-vous chirurgico-endoscopico’. Il protocollo che consente di trattare in un unico intervento e in un’unica anestesia una patologia frequente come quella della calcolosi della cistifellea (vescicola in cui si deposita la bile prodotta dal fegato) e della via biliare principale (tubicino che permette alla bile di riversarsi nel tubo digerente) ha inserito il Santissima Annunziata tra i centri di eccellenza italiani.

La metodica ha riscontrato un notevole successo nell’ambiente medico tanto che l’Ospedale Civile di Sassari sta registrando un considerevole incremento delle richieste. «Questa tecnica nell’ambito del territorio regionale viene praticata esclusivamente presso il Presidio Ospedaliero di Sassari», spiega Luigi Cugia direttore dell’Unità di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva che insieme all’equipe della Chirurgia guidata dal direttore Pietro Niolu si è fatto promotore della procedura.

Nell’ultimo triennio i casi trattati in via sperimentale sono stati 70. «Oltre a consentire un più basso rischio di complicanze pancreatitiche rispetto alla tecnica più diffusa, che prevede invece due procedure chirurgiche e due anestesie differite, il protocollo adottato permette di ridurre i tempi di degenza necessari per la risoluzione delle due patologie con grandi vantaggi in termini di risparmio per l’Azienda Sanitaria Locale di Sassari», spiega il dottor Cugia.

Grazie ai risultati ottenuti sinergicamente da ben quattro equipe, chirurgica, endoscopica, radiologica e anestesiologica dell’Ospedale Civile, la Direzione della Asl di Sassari ha previsto un potenziamento delle attività con l’obiettivo di elevare a 40 rendez-vous annui i casi da trattare.

«La procedura combinata verrà estesa in via prioritaria ai pazienti più fragili, quelli con più patologie associate e che essendo più a rischio sarebbe meglio non sottoporre alle due procedure separatamente», aggiunge il dottor Pietro Niolu.

«Categoria di pazienti costituita non solo da anziani – rivela Cugia – visto che ultimamente stiamo riscontrando sempre più casi di giovani con calcolosi biliare, probabilmente legata alle emoglobinepatie, alla talassemia ma anche alle abitudini alimentari».