Sacchetti biodegradabili, la Lega contesta l’imposizione per legge

I costi ricadono sul consumatore finale, gravato anche dai precedenti aumenti di gas, luce ed acqua, bene pubblico, che in alcune località sgorga di color “grogu”

LegaSalviniSassari. «Alla luce delle tantissime indignazioni partite dai social network e riportate dalla stampa provinciale e locale riguardo all’utilizzo dei sacchetti biodegradabili per imbustare frutta e verdura nei supermercati, ne contestiamo l’imposizione per legge i cui costi ricadono sul consumatore finale gravato anche dai precedenti aumenti di gas, luce ed acqua, bene pubblico, che in alcune località sgorga di color “grogu”». È quanto commentano Antonio “Nenne” Scano, coordinatore della Lega Noi con Salvini di Stintino e Parco dell’Asinara, e Dario Giagoni, coordinatore provinciale di Sassari.

«Scongiurato il pericolo principale ovvero la costruzione della centrale a biomasse per cui ci siamo battuti anche nelle sedi istituzionali agli albori della “chimica verde” sul territorio in cui viviamo e lavoriamo, denunciandone la sua pericolosità per la salute pubblica e per l’ambiente. Ricordando che parte del territorio trae, crea lavoro e sostentamento dal settore turistico, sensibilizziamo i cittadini di Stintino e Porto Torres ad un utilizzo maggiore di materiali ecocompatibili e biodegradabili ed al tempo stesso i vertici di Matrica ad un aumento della produzione ecologica e di ricerca, con effetti positivi sull’indotto e sull’occupazione visti i numeri, ufficiali ed ufficiosi, preoccupanti dei disoccupati nella sola città di Porto Torres. Ci uniamo altresì alla “voce” dei sindacati provinciali sul compimento delle bonifiche nell’intera zona industriale turritana», scrivono Scano e Giagoni, che così concludono: «Solleviamo ulteriore indignazione sulla dimenticanza/estromissione dei porti e delle attrattive turistiche storico-culturali di Porto Torres e Stintino dal “Piano Straordinario della Mobilità Turistica”».