Museo Sanna chiuso a Pasqua e Pasquetta

È il preludio a una serrata definitiva? Alessio Paganini (Italia Attiva) grida allo scandalo: «Intervenga l’Amministrazione comunale»

 

MuseoSannaSassari. «Il silenzio assordante delle istituzioni e in particolare del sindaco Nicola Sanna, che ha sempre definito Sassari “città turistica”, segnano il totale disinteresse per il Museo Nazionale Sanna, che resterà chiuso a Pasqua e pasquetta, le giornate di maggiore interesse turistico». Secondo il coordinatore cittadino di Italia Attiva Sardegna, Alessio Paganini, che già un anno fa aveva lanciato l’allarme e interpellato i sindacati, ci sono tutti i presupposti per gridare allo scandalo.

«Se lo scorso anno avevamo denunciato il totale stato di abandono del giardino e dell’intera struttura museale – racconta Paganini – da allora lo cose non sono cambiate. L’area del parco soggetta a lavori di bonifica, interdetta alla visione dall’esterno, è rimasta tale e quale, mentre la parte ancora visibile, ha le sembianze di un campo abbandonato. All’interno, il 50 per cento dell’area espositiva è interessato da lavori di manutenzione».

La condizione di degrado sbiadisce di fronte allo stato di agitazione dei lavoratori che, con dedizione e amore – si legge nella nota – si sono impegnati a garantire l’apertura al pubblico, pur non avendo percepito a tutt’oggi indennità accessorie relative all’anno 2016 e i primi mesi dell’anno 2017 (turnazioni).

Il numero delle sigle sindacali in agitazione fa capire meglio la gravità della situazione: per la CISL FIT Luisa Cau, Coordinatrice Regionale e Maiano De Fraia, Coordinatore Territoriale; per la FP CGIL Carlo Giordano, Segretario Territoriale Sassari e Maria Teresa Steri per Cagliari; UNSA SNABCA Maria Giovanna Matta e i rappresentanti RSU di Caprera Stefani Giorgi e Lucia Todde.

Le rappresentanze sindacali hanno provato trovare un accordo con la dirigenza mettendo in campo assemblee, stati di agitazione dei dipendenti dell’intero polo museale della Sardegna, articoli sulla stampa ecc. Il tutto mirato ad un tavolo di confronto per poter concordare, nonostante i numeri di sotto organico del personale, l’apertura del Museo G.A. Sanna, dell’Antiquarium Turritano e di Caprera.

«La risposta della dirigenza è stata invece di totale chiusura – spiega il coordinatore di Italia Attiva – imponendo lo spostamento di parte del personale per l’apertura della Pinacoteca Mus’a a completo discapito del Sanna che, a fronte di questa decisione resterà chiuso nelle giornate di Pasqua e Pasquetta, che negli anni precedenti si sono rivelate giornate più interessate dalla presenza di pubblico. Il Mus’a non deve sostituire il Sanna ma al limite integrare l’offerta culturale. A pensar male sembrerebbe un disegno mirato per far chiudere la struttura di via Roma».

Le problematiche diventano numerose. Lo spostamento comporta una riduzione delle entrate mensili per i lavoratori, perché vengono a mancare le indennità di turnazione, e i dipendenti, già sottodimensionati nei numeri non ci stanno. Basta che qualcuno si ammali o abbia bisogno di un giorno libero per una visita medica, che si va sotto le sette unità lavorative, con l’impossibilità a garantire il regolare orario del museo. Sarebbe il caso di assumere nuovo personale, un modo anche per lenire la disoccupazione.

Italia Attiva chiede la risoluzione immediata del problema per i dipendenti, il rispetto della tabella di marcia dei lavori in corso e il ripristino della parte del giardino non interessata da opere di ristrutturazione.