Legge sul fine vita in Consiglio regionale

Il presidente Ganau assicura: «Mi impegno ad accelerare la discussione di un ordine del giorno sulla petizione popolare depositata in Assemblea»

AssleggefinevitaCagliari. «Solleciterò il presidente della commissione Sanità affinché la petizione popolare, depositata in Consiglio a fine agosto e relativa alla legge sul fine vita, venga al più presto esaminata e portata in aula, attraverso un ordine del giorno che mi auguro venga largamente condiviso». È l’impegno che il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau ha preso con i rappresentanti dell’associazione Walter Piludu, dell’Arci Sardegna e dei Radicali italiani – Associazione Marco Sappia durante un incontro in presidenza.

Giancarlo Ghirra, Tore Cherchi e Nicola Carboni, in rappresentanza delle associazioni promotrici anche dell’iniziativa in programma domani con Emilia De Biasi, relatrice della legge sul fine vita, hanno illustrato al massimo rappresentante dell’Assemblea sarda la petizione popolare rivolta al Consiglio regionale. Nel documento, sottoscritto dalle tre associazioni e da numerosi cittadini, tra i quali gli ex magistrati Giangiacomo Pisotti e Mauro Mura, i sindaci di Cagliari e Sassari, Massimo Zedda e Nicola Sanna, il segretario regionale della Cgil Michele Carrus e le giornaliste Maria Paola Masala e Francesca Mulas, si chiede che il Parlamento sardo “si faccia interprete nei confronti dei Senatori della Repubblica, a partire da quelli eletti in Sardegna, dell’auspicio che la proposta di Legge “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico”, sia definitivamente approvata entro il corso dell’attuale legislatura.

La petizione richiama gli articoli 2 e 32 della Costituzione sui diritti inviolabili dell’uomo, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sull’inviolabilità della dignità umana e sul rispetto del consenso libero e informato nei trattamenti sanitari, a sostegno dell’approvazione della legge già approvata dalla Camera il 20 aprile e ora ferma al Senato. Oggi in Italia non esistono norme che diano al paziente o a un suo fiduciario la possibilità di esprimersi sul prolungamento o sull’interruzione delle cure che lo riguardano – si legge nella petizione – la legge in discussione colmerebbe un vuoto che in passato è costato lunghe battaglie legali come quelle che hanno interessato Emanuela Englaro, Piergiorgio Welby, e in Sardegna Giovanni Nuvoli e Walter Piludu. A carenze normative e dubbi interpretativi sull’applicazione in particolare dell’art. 32 della Costituzione, si deve ovviare attraverso una legge ordinaria.

«È un tema importante e largamente condiviso da moltissimi cittadini – ha concluso il presidente Ganau – esiste un vuoto normativo che va colmato per evitare che si verifichino ulteriori episodi che troppe volte e anche di recente hanno leso la dignità e i diritti inviolabili della persona, come quello di rifiutare l’accanimento terapeutico e scegliere liberamente il fine vita».