Giunta comunale, il documento politico del Pd sassarese

Questo il testo approvato giovedì sera dalle direzioni provinciale e cittadina del partito. Da qui riparte l’azione amministrazione della Giunta Sanna

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PdBandieraL’azione politica e amministrativa della Giunta e del Consiglio del Comune di Sassari negli ultimi sei mesi, in misura più preoccupante di prima, ha sofferto di crescenti difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi di governo e nella capacità di dare adeguate e credibili risposte alle numerose e crescenti istanze dei cittadini e del sistema economico territoriale.

Le dimissioni di numerosi assessori e le argomentazioni che ne hanno sostenuto alcune non possono essere classificate né come ordinaria dinamica tipica degli esecutivi, né come episodi riconducibili alle singole personalità.

Evidenziano piuttosto problemi più profondi e sostanziali che come tali devono essere affrontati perché vengano superati, e questo nella chiarezza e nella riconferma della comune volontà fra le forze politiche che hanno dato vita alla coalizione prima che alle loro rappresentanze nell’esecutivo.

Da questo punto di vista, a conferma del fatto che si tratta di problemi più ampi di diversa natura del destino dei singoli assessori, si valuta positivamente l’azzeramento dell’intera Giunta.

Il PD, più degli altri partiti, anche in ragione della sua forte rappresentanza politica e consiliare, ha manifestato il disagio e la difficoltà crescente e la necessità di riproporsi alla città con nuovo slancio e un programma aggiornato.

Lo stesso tentativo un po’ semplicistico e strumentale di ridurre la discussione a un insieme di problemi tutto interno al PD, spesso evidenziato dagli alleati, per lo più rappresentati da singoli consiglieri, unito alla mutata composizione e ricomposizione delle liste civiche, aveva necessità di un chiarimento politico e programmatico di fondo: un chiarimento che poteva essere determinato solo dall’azzeramento della rappresentanza e delle deleghe.

L’attuale situazione pone tutti, PD e alleati, di fronte alla inderogabile necessità di applicarsi alla ricerca di soluzioni complessive, rinnovate nello spirito e nella sostanza di decisioni per i prossimi mesi. Con questo atteggiamento il Partito Democratico ha condotto al suo interno e con gli alleati una difficile discussione dall’esito non scontato. Il Partito Democratico di Sassari ritiene ci siano le condizioni politiche per proseguire l’attività amministrativa e per individuare gli ambiti e i problemi prioritari sui quali impegnarsi dopo averli condivisi con gli alleati.

La condizione preliminare è un deciso cambio di passo nei rapporti interni alla Giunta, e di questa con la maggioranza consiliare, con il tessuto economico e sociale della città, accompagnate da una forte collegialità nelle decisioni e nella gestione delle attività. La grave condizione economica e sociale del nostro territorio, purtroppo non esclusiva nella nostra Regione, ha necessità di una visione di prospettiva confrontata e condivisa con le rappresentanze economiche e sociali più dinamiche. Una visione che, senza intendimenti velleitari ed egemonici, rimetta la città di Sassari al centro della discussione e ne faccia il motore della ricerca di ambiti di sviluppo e di valorizzazione delle risorse esistenti che, dopo aver preso atto che si è concluso – o sta per concludersi – il ciclo della centralità che l’industria chimica e il polo energetico di Fiume Santo hanno avuto nei quarant’anni passati, getti le basi per opzioni di crescita economica e di lavoro basate sul turismo e l’industria dell’accoglienza, sull’agricoltura e trasformazione dei suoi prodotti, sulla ricerca e salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e sostegno all’alta formazione, su nuove attività produttive legate alla riconversione di aree non più interessate dall’industria chimica, con la valorizzazione del “porto industriale” che passerà attraverso l’approvazione e l’attuazione del “Piano Regolatore Portuale”.

Senza tuttavia trascurare la cura e attenzione all’esistente:

• È necessario infatti operare per massimizzare le ricadute positive in termini di sviluppo e occupazione dalle risorse e dagli strumenti della programmazione regionale e nazionale con l’attuazione in temi rapidi di quanto previsto per la Città ed il territorio sassarese dal Patto per la Sardegna sottoscritto fra Governo Nazionale e Regione Sardegna.

• Ugualmente va costantemente monitorata la scrittura del nuovo accordo di programma quadro con il Gruppo ENI che deve garantire in via prioritaria e con impegni di investimento adeguati e fissati nei tempi di realizzazione, il completamento del progetto Matrica e del Piano di bonifiche rimasto sinora largamente incompiuto. Sempre con riferimento all’A.P.Q. in argomento, andrà posta particolare attenzione nell’evitare che vengano realizzati campi fotovoltaici su aree idonee sia ai fini di nuovi insediamenti produttivi che alla possibile istituzione di una Z.E.S. (zona economica speciale).

• Il Consorzio Industriale, in quanto ente strumentale degli Enti Locali Territoriali, dovrà operare in stretta sintonia con questi e con le linee programmatiche regionali e locali, con riguardo anche al conto economico che evidenzia non trascurabili criticità II mutato scenario dell’industria chimica sta determinando infatti una progressiva riduzione dei proventi dalla depurazione e dai conferimenti in discarica. Il C.I.P. dovrà quindi, praticare una politica di bilancio rigorosa sul fronte della spesa e coerentemente con gli obiettivi strategici degli Enti locali azionisti, rivedere progressivamente la propria “vision”, indirizzando strategie ed investimenti anche verso altre fonti di entrata, utili a perseguire l’equilibrio economico finanziario futuro.

Un rinnovato patto con la città e il territorio che passi attraverso il riordino del sistema degli Enti Locali che tenga conto di questi punti cardine nel confronto con la Regione:

• RETE METROPOLITANA – Il funzionamento della Rete Metropolitana, come sede di condivisione di progetti prima che di azioni amministrative e di elemento aggregante per contrastare l’esasperazione delle spinte municipalistiche e particolari e al contempo per integrare funzioni e servizi che ne migliorino l’efficienza e la qualità in questo tempo di risorse limitate e spesso decrescenti, è un obiettivo insito nella sua stessa costituzione, ma tutt’altro che di semplice realizzazione. La rete metropolitana è anche titolare della pianificazione strategica di area vasta mediante il “piano strategico intercomunale”. La Regione Sardegna è tenuta a garantire condizioni equivalenti alla città metropolitana sulla base di appositi progetti di sviluppo che l’Ente dovrà presentare alla Giunta Regionale. Diventa quindi urgente elaborare tali progetti.

• Il mancato superamento dell’ente PROVINCIA a seguito della bocciatura referendaria della riforma Costituzionale nella quale era incardinata, costringe a rivedere e armonizzare il disegno di organizzazione del sistema delle autonomie locali definito nella Legge Regionale della Sardegna.

La possibile sovrapposizione di competenze e rappresentanze, di distribuzione del personale, deve essere affrontato e risolto rapidamente e il comune di Sassari deve svolgere una funzione di proposta. Un grande progetto di uscita dalle difficoltà in grado di restituire fiducia e speranza sia a chi può e deve intraprendere e investire, sia a chi non vede una prospettiva futura, in particolare le giovani generazioni.

Solo all’interno di un grande e articolato progetto politico ed economico, insieme all’attività di costruzione di percorsi di inclusione e di adesione a prospettive nuove e moderne, si contrastano le crescenti spinte disgregative di cui si alimenta la sfiducia nella politica e nei suoi rappresentanti.

La città ha le potenzialità per affrontare questa sfida e al suo gruppo dirigente, a partire dal sindaco e dagli amministratori, si deve richiedere di essere all’altezza di questa sfida.

Non si tratta solo di mettere in campo una buona amministrazione e una corretta gestione delle faccende correnti, le quali peraltro sono doverose e necessarie.

Si tratta di ricondurre anche le cose minori a un disegno coerente e comprensibile ai cittadini, un disegno che deve avere prioritariamente le caratteristiche della adesione, della condivisione e della sostenibilità realizzativa.