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Giovannino Giordo, maestro di musica popolare

Il ricordo del professor Antonio Deiara, che nello scorso gennaio è stato il presidente della Giuria del Festival della Canzone Sassarese Inedita “Cantu eu puru”, di cui ha fatto parte lo stesso Giordo

 

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Giovannino Giordo e Le sue chitarre

La musica è una forma di linguaggio, patrimonio di tutte le donne e di tutti gli uomini a prescindere dalle condizioni economiche, sociali, culturali ed anagrafiche. Una canzone, insegna l’etnomusicologia (ma anche un’aria d’opera o una melodia “classica”, mi permetto di aggiungere), diventano “popolari” quando il “popolo” le riconosce “sue”, magari dimenticando il cognome e il nome del compositore. Al grido di “Viva VERDI” il popolo di Milano fece tremare l’Austria imperiale. È questa la preziosa eredità che ci lascia Giovannino Giordo, “Maestro di Musica Popolare”, cioè Maestro della “Canzone Identitaria Sassarese”: il “popolo” di Sassari si è nutrito delle sue melodie senza dimenticare l’identità dell’Autore. Senza dimenticarne il nome ma riconoscendone, con immensa riconoscenza, la grandezza artistica.

Ricordo uno splendido concerto del Primo maggio, nella Rotonda di Platamona, trascorso col Maestro Giovannino Giordo. Presentai le sue canzoni, pregevolmente eseguite col cuore e magistralmente accompagnate dalle “sue” chitarre. All’inizio mi guardava perplesso: lui, il campione della “Canzone Identitaria Sassarese”, secondo la felice definizione dell’etnomusicologo Gavino Ruggiu, ed io, il professore cresciuto a pane e Canto Gregoriano. Paragonai il suo lavoro a quello di Bach e di Mozart, spiegai che non esiste la musica di serie “A”, arroccata in un’algida torre d’avorio, e quella di serie “B”, stravaccata sulle panche delle osterie; esiste la musica che emoziona e quella incapace di trasmettere emozioni. Il Maestro Giovannino Giordo iniziò ad interloquire, ad esprimere la profonda ricchezza umana che albergava nel suo cuore. Il nostro fu un duetto prosodico straordinario.

Ho avuto l’onore di incontrare nuovamente il Maestro Giovannino Giordo in occasione della sua partecipazione al Festival della Canzone Sassarese inedita “Cantu eu puru”, creatura stupenda di Vincenzo Piroddu, in qualità di giurato. E che giurato! Poche parole al momento giusto per sottolineare un aspetto tecnico da lui prima sopportato e poi accettato, come l’impiego della batteria, la battuta arguta su un’interpretazione migliorata oggi rispetto ad ieri, il complimento schietto a chi si dimostrava degno “erede musicale” del Folk pensato, scritto ed interpretato nella Varietà Alloglotta Sassarese della Lingua Sarda. Credo che, per chi crede, il Maestro Giovannino Giordo farà un figurone come voce solista nel Coro Celeste. Non si preoccupino i non credenti: anche loro avranno modo di sentire un ritornello trascinante: “Foggu foggu foggu foggu, azzendi be’ lu foggu, foggu foggu foggu foggu attizza lu caibbó!”.

Prof. Antonio Deiara
Presidente della Giuria del Festival della Canzone Sassarese Inedita “Cantu eu puru”

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