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Funerale fascista e razzismo, l’Anpi chiede incontro con prefetto

Insieme alla Rete delle Associazioni Antifasciste di Sassari sollecita un intervento incisivo del rappresentante del Governo

La manifestazione contro il fascismo dell’Anpi e della Rete delle associazioni antifasciste

Sassari. L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, a nome della Rete delle Associazioni Antifasciste di Sassari (ARCI, CGIL, Alisso, Amerindia, Andalas de Amistade, Associazione Luigi Polano, Consulta Immigrati, Dipartimento Immigrati CGIL, Emergency, Giusta, Mos, Noi Donne 2005, Officine Musicali, Ponti non muri, Soux, Theatre en vol, UDU e altre), ha chiesto un incontro al Prefetto di Sassari per un esame della situazione e per manifestare la grande preoccupazione per gli ultimi episodi che si sono verificati in cirrà, con risonanza nazionale, manifestazioni che si richiamano all’ideologia fascista e l’aggressione razzista e xenofoba di pochi giorni fa.

I fatti.
A Sassari, durante il funerale del professor Giampiero Todini, uno sparuto gruppo di fascisti, esponenti di Casa Pound – ricorda l’Anpi in una nota -, hanno trasformato una cerimonia funebre e di esequie private in uno spettacolo indecente e oltraggioso dei valori e dei principi della nostra Costituzione: ostentazione della bandiera della Repubblica di Salò, picchetto d’onore, saluti romani ripetuti tre volte, uso di termini fascisti. Un tuffo in un passato condannato dalla storia, sconfitto dalla guerra di liberazione, dai nostri partigiani che con il loro sacrificio hanno contribuito alla nascita della Repubblica democratica che adottò una Costituzione antifascista.
Nonostante la Costituzione e la legislazione ordinaria (Scelba-Mancino), da qualche tempo si assiste, non solo a Sassari ma su tutto il territorio nazionale, a manifestazioni riconducibili alla riaffermazione dell’ideologia fascista (apologia del fascismo?), che spesso rimangono impunite, a volte tollerate e/o sbrigativamente liquidate come ragazzate, comunque sempre sottovalutate.
Pensiamo sia necessario un vero processo di defascistizzazione della società, dello Stato, delle istituzioni. Pensiamo che la condanna per episodi come quello di Sassari debba essere forte, decisa e unanime. Prima di tutto deve essere una condanna politica: il sindaco di Sassari, il presidente del Consiglio Regionale, il presidente della Giunta Regionale, il sindaco di Alghero, hanno tempestivamente condannato con parole inequivocabili quest’ultimo episodio di arroganza fascista.
La città di Sassari ha risposto in modo immediato e deciso con una mobilitazione quasi spontanea (un veloce passa-parola, messaggi su Whatsapp, comunicazione su Facebook), segno inequivoco di una sana reazione democratica da parte dei cittadini ad una vera e propria provocazione.

Sassari 10 settembre 19,30 Corso Cossiga, Sidibe, un ragazzo di 22 anni proveniente dalla Guinea è stato brutalmente aggredito e picchiato perchè nero.
Questo è in realtà l’ultimo di una serie di episodi di intolleranza, razzismo e xenofobia che nascono in un clima di odio che evidentemente è presente anche nella nostra città.
Ma il clima di odio, la diffusione di notizie false, l’amplificazione del fenomeno migrazioni presentato sempre e solo come problema e spesso come problema di ordine pubblico, l’identificazione dei migranti come clandestini non sono atteggiamenti ed espressioni della parte più retriva della società, appartengono anche ad alcuni importanti esponenti politici e trovano quindi ampia divulgazione nei mezzi di comunicazione fra cui, importantissimo, il web.
Infatti la violenza di certe dichiarazioni politiche non è innocua, soprattutto se proviene da personalità politiche di rilievo; nel nostro paese si respira un clima fortemente razzista che ha una ripercussione concreta nella realtà.

Da qui la nostra preoccupazione e la richiesta di un intervento anche da parte del Prefetto che, nell’ambito delle sue prerogative, per esempio in materia di coordinamento e di indirizzo di quanti preposti alla tutela dell’ordine pubblico e convivenza pacifica, nonchè al rispetto della legge e della Costituzione, può sicuramente trovare le modalità più opportune per un incisivo intervento.

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