Doppia preferenza di genere, lettera alla Boldrini

La Rete Heminas si rivolge alla presidente della Camera. «Occorre superare il grave squilibrio di rappresentanza che vede soltanto 4 donne su 60 consiglieri regionali»

LauraBoldriniAlla Signora Presidente della Camera dei Deputati
On.le Laura Boldrini

Gentile Presidente,
ci rivolgiamo a Lei come HEMINAS, Donne nella nobile Lingua Sarda, “una rete per le donne che unisce chi vuole costruire una società più giusta, senza discriminazioni, per i diritti e le pari opportunità, contro ogni tipo di violenza, nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze”, materia che ha sempre visto il Suo interesse e la Sua condivisione. La rete, nata spontaneamente in Sardegna, in soli due mesi ha raggiunto circa 3.500 adesioni, fatto che ci conforta e ci dà una forte motivazione per gli obiettivi prioritari e irrinunciabili che ci siamo poste.

Nella specie, HEMINAS ha posto l’urgenza del superamento del grave squilibrio di rappresentanza che vede soltanto 4 donne su 60 consiglieri nel Consiglio regionale della Sardegna, appena una in più rispetto alla rappresentanza di genere nel 1949. Pertanto HEMINAS ha chiesto al Consiglio Regionale della Sardegna l’introduzione immediata nella legge elettorale sarda della doppia preferenza di genere, come già previsto da alcune leggi elettorali regionali ed esplicitamente indicato dalla Legge n.20 del 2016, la quale ha dettato norme per il riequilibrio della rappresentanza in materia elettorale, prevedendo una maggior presenza femminile nelle liste elettorali e l’introduzione della doppia preferenza di genere, laddove le singole leggi prevedano, come nel caso della legge elettorale sarda vigente, la espressione di preferenze.

La necessaria applicazione di tale legge – che attua l’art.51 Cost. promuovendo condizione di parità fra i generi nell’accesso alle cariche pubbliche e tutela nel contempo l’ unità giuridica della legislazione elettorale, oggi estremamente differenziata fra le varie Regioni – non è più contestabile in nome della autonomia regionale, poiché ai sensi dell’art.122.1° Comma Cost. , tale autonomia va contenuta nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalla legge della Repubblica, fra cui rientra, quale interesse essenziale del sistema costituzionale, come ribadito anche dalla giurisprudenza, la promozione , ex art.51 2° comma Cost., della presenza paritaria di donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive.

Sebbene di questo principio appaiano sostanzialmente consapevoli i rappresentanti regionali nelle Assemblee legislative, e in particolare in quella della Sardegna – ove tutti i consiglieri si dichiarano singolarmente favorevoli all’applicazione del principio stesso – si evita o si rinvia, con vari pretesti, la calendarizzazione e la discussione in Aula dei ddl relativi all’applicazione della legge n.20/2016, il primo dei quali risale al 17 aprile 2015 (prima firmataria Anna Maria Busia, Daniela Forma ….)

Paventiamo il rischio di incorrere nella stessa situazione dell’anno 2013, durante la scorsa legislatura: la norma sulla doppia preferenza di genere fu richiesta a gran voce da una moltitudine di associazioni femminili, mobilitate per mesi, con manifestazioni, sit in, partecipazione alle sedute del Consiglio regionale, appelli firmati da autorevoli personalità, ma fu “bocciata” a scrutinio segreto dal Consiglio Regionale. Oggi il pericolo è legato agli orientamenti prevalenti nella maggioranza del Consiglio Regionale sardo che punta a subordinare l’approvazione della norma sulla doppia preferenza di genere alla discussione sulla più generale riforma elettorale.

Paventiamo, quindi, a ragion veduta, il rischio ancor più grave e cioè di arrivare ad una molto verosimile consultazione elettorale anticipata senza aver ottemperato nemmeno all’adeguamento previsto, questa volta, dalla legge n. 20 del 2016.

La richiesta di HEMINAS, condivisa da numerose associazioni di donne e organismi di parità, ha suscitato un importante interesse da parte della stampa non solo sarda e sta incontrando il sostegno di altri soggetti anche fuori i confini dell’isola, come la FASI e le donne dell’emigrazione sarda nel mondo. Come pure ha suscitato l’attenzione della Commissione Riforme del Consiglio regionale, il cui presidente on. Francesco Agus ha convocato HEMINAS in audizione lo scorso 3 maggio, impegnandosi a discutere nell’immediato la norma sulla doppia preferenza di genere, stralciata dalla discussione sui ddl di riforma generale della legge elettorale sarda, per poi inviarla al voto in aula, dove troverà, verosimilmente, il blocco da parte della maggioranza, come si è evinto nel corso della audizione.

Ci rivolgiamo pertanto a Lei, che sappiamo non solo sensibile al tema della democrazia paritaria ma garante dell’unità legislativa e della applicazione delle leggi repubblicane, perché rivolga alle Assemblee regionali, e in particolare a quella della Sardegna, il Suo autorevole richiamo a rispettare le leggi dello Stato, dando sollecita applicazione alla legge n.20 del 2016.

Confidando nella Sua attenzione a quanto esposto, porgiamo distinti saluti

HEMINAS di Sardegna