Dino Impagliazzo, da La Maddalena a Roma

Il sardo 85enne che da quasi dieci anni sfama 200 senzatetto e poveri al giorno. Quattro volte a settimana due mense in zona Stazione Ostiense e Stazione Tuscolana

 

 

DinoImpagliazzo

Dino Impagliazzo

Roma. Da quasi 10 anni, a Roma, Dino Impagliazzo sardo dell’Isola della Maddalena fornisce a centinaia di poveri affetto e un pasto caldo. In Italia ci sono più di 50.000 senzatetto.

I senzatetto in Italia sono un vero e proprio esercito. Più di 50 mila almeno a giudicare i rilevamenti di un’indagine Istat, Ministero del Welfare e Caritas che tra novembre e dicembre 2014, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei 158 comuni italiani in cui è stata condotta l’indagine. Una realtà fatta di persone con alle spalle storie toccanti: povertà, infermità mentale, violenza, guerra e tanto altro ancora. Un popolo di ombre che Dino Impagliazzo, sardo originario dell’Isola della Maddalena, conosce bene perché sfama quattro volte a settimana, in 2 mense molto note di Roma, in zona Stazione Ostiense e Stazione Tuscolana.

Dino Impagliazzo, 85 anni, dirigente in pensione è molto conosciuto tra gli homeless per la sua opera di carità che gestisce senza sovvenzioni di Enti o Istituzioni, ma solo grazie al supporto di vicini di casa, amici, commercianti sensibili al destino di chi è senza niente.

Uno status perenne, quello dei clochard, che sebbene investigato da qualche romanzo o da qualche documentario RAI, resta sempre “invisibile”, e viene presto dimenticato. Da molti, ma non da persone come Dino Impagliazzo e i suoi amici che con impegno certosino sottraggono cibo e avanzi alla distruzione e allo spreco per trasformarli in pasti caldi e nutrienti dedicati ai clochard della città di Roma.

Signor Dino, quando ha iniziato quest’attività?
«Diversi anni fa, del tutto per caso. Un piccolo obolo dato a un barbone mi ha fatto sentire meglio, ma ovviamente ho capito quanto fosse poco regalare un euro o due. Poche ore dopo ero alla Stazione Tuscolana con dei panini imbottiti da distribuire agli homeless che stazionavano lì davanti. Da allora grazie all’aiuto di mia moglie, dei miei amici e delle tante persone di buona volontà non ho più smesso».

I panini sono diventati sempre di più?
«Sì, e non si tratta più di semplici panini, ma di veri e propri pasti cucinati, che includono un primo, un secondo e la frutta, che insieme ad altri volontari distribuisco quattro giorni la settimana: il sabato e la domenica alla Stazione Tuscolana; il lunedì e il martedì alla Stazione Ostiense. I pasti che realizziamo mediamente in un anno si aggirano intorno alle 27 mila unità».

E fa ancora tutto da solo?
«No… no, non potrei mai. Condivido l’impegno, innanzitutto con i commercianti e i supermarket che ci regalano i prodotti per realizzare tutto questo. Si tratta di alimenti ancora ottimi, ma vicini alla scadenza che ci consentono di avere materiale a sufficienza per allestire i pasti. Altri volontari si occupano del recupero e trasporto delle derrate. Altri ancora di cucinarli e distribuirli ai nostri amici. Col tempo è nata una Onlus, RomAmor che riunisce tutti gli sforzi che ognuno di noi vuole e può fare in modo da poterli coordinare e rendere più efficaci. Il sito web è www.romamor-onlus.com. Oggi le persone che svolgono il servizio di volontariato sono circa 200».

Parliamo degli amici… dei senzatetto. Che persone sono?
«Il 50 per cento sono italiani. Hanno alle spalle storie sfortunate, ma a volte basta anche la perdita del lavoro o un divorzio a portare una persona alla povertà. L’altra metà sono stranieri che arrivano nel nostro Paese, oggi in prevalenza dall’Europa dell’Est e dal Nord Africa».

C’è qualche storia che l’ha colpita particolarmente?
«Mi vien da dire tutte. Ogni persona che incontro è unica e speciale. Per questo mi sforzo di fare sempre di più. Quando li riceviamo in dono, distribuiamo anche vestiario, calzature, materiale per l’igiene personale. Inoltre svolgiamo attività di facilitazione all’approccio con le Istituzioni e Autorità per tutte le problematiche afferenti residenza, assistenza sanitaria, assistenza legale, avvio ad attività lavorativa. Insomma le esigenze tipiche delle persone senza fissa dimora, e comunque in difficoltà, siano esse italiane oppure straniere».

Chi desiderasse aiutarla cosa può fare?
«Può chiamarmi al telefono, il mio numero è 3494909707. Se è un privato può fare una donazione in denaro, o in tempo da dedicare alle attività di mensa. Se invece è un negoziante può chiamarmi per far ritirare gli scarti alimentari e le eccedenze di magazzino. Penserò io a tutto. Chi volesse rendersi conto personalmente di cosa si tratta, può venire a vedere: ogni sabato dalle 20,30 alle 21,15 circa c’è sempre qualcuno di noi presso la Stazione Tuscolana, ogni lunedì e ogni martedì dalle 20,45 alle 21,45 ci potete trovare a Piazzale dei Partigiani o, se piove, sotto il porticato della Stazione Ostiense».