Angelo Misuraca, l’architetto della Sassari fascista

Prima la fama, poi la morte in carcere. Progettò palazzi ed edifici pubblici, ispirandosi ai dettami del razionalismo italiano. La Edes ha pubblicato un libro

MisuracaLibroSassari. Angelo Misuraca, l’architetto in camicia nera, fu una figura centrale nella riconfigurazione urbanistica della città di Sassari durante il ventennio fascista. Non solo palazzi che caratterizzarono un’epoca, ma anche interi quartieri progettati secondo uno stile che riprendeva i dettami del Razionalismo italiano, corrente che dominava l’architettura dell’epoca. Un edificio entrò subito nell’immaginario dei sassaresi: la favolosa villa Conti in viale Dante, purtroppo abbattuta qualche decennio fa. In realtà, fece tanto altro, non solo palazzi destinati a residenze civili, ma anche costruzioni come scuole o chiese. I progetti rimasti sulla carta testimoniano il suo grande talento. Ma la vita di Angelo Misuraca, nato a Roma nel 1893, arrivato a Sassari nel 1929, così ricca di riconoscimenti, si chiuse con la morte in carcere. Convinto fascista, già assistente del padre, docente all’Università di Genova, dopo la caduta di Mussolini nel luglio del 1943 passò mesi lontano dai riflettori, per poi tornare al centro dell’attenzione, stavolta nelle aule giudiziarie. Fu accusato di tramare a favore del fascismo e rinchiuso in cella a Oristano. Morì in carcere nell’estate del 1944 per una misteriosa paralisi. Ma tutto era ormai cambiato, dalla fama alla rovina. E poi l’oblio. Diventò un fantasma, tanto che di lui tutti si dimenticarono. Tranne Mario Pintus, figlio del principale collaboratore dell’architetto, i cui anni sassaresi sono raccontati in un libro, pubblicato dalla Edes, ricco di fotografie e riproduzioni di disegni e progetto. Il volume costituisce un punto di riferimento per quanti voglio capire e analizzare la figura di Misuraca e la storia stessa di Sassari. Lo scorso 24 settembre l’Associazione Inschibbolet e la Compagnia Teatro Sassari, con il patrocinio del Comune, ha organizzato una passeggiata dedicata alla vita di Angelo Misuraca.

Raccontata dai giornalisti Cosimo Filigheddu e Roberto Sanna e dall’architetto Sandro Roggio, la vita, soprattutto professionale dell’architetto, ha così riconquistato l’attenzione dei tanti presenti all’iniziativa, per un’idea che verrà ripetuta anche per altre situazioni.

Dal Villino Rau di viale Mameli al palazzo Novecento di via Manno. E poi l’edificio scolastico di piazza Marconi e infine viale Coppino, dove si trova la casa nella quale visse l’architetto, oggi abbandonata e ridotta a un rudere (vi abitò anche monsignor Ingolotti, vicario dell’arcivescovo Arcangelo Mazzotti e cugino di Trappadè). Qui la Compagnia Teatro Sassari ha rappresentato il momento dell’arresto di Angelo Misuraca, avvenuto il 15 dicembre del 1943.