Ad Alà dei Sardi il canto dell’isola

Emoziona “Paraulas e Sonos de Sardigna”, prima opera in lingua sarda di Gian Battista Ledda. Protagonisti i giovani

AlaParaulasAlà dei Sardi. Forse il maestro Gian Battista Ledda, compositore e autore di “Paraulas e Sonos de Sardigna”, prima opera didattica in lingua sarda e nelle varietà alloglotte, non immaginava l’effetto della nuova melodia composta per il “Deus ti salvet, Maria”, pietra di paragone per tutti i cori polivocali e le voci soliste della nostra Isola, caratterizzata dal contralto Maria Paola Salaris. Sabato 8 luglio, l’emozione, nella chiesa parrocchiale di Sant’Austinu di Alà dei Sardi, è passata di ascoltatore in ascoltatore e l’applauso unanimemente decretato dal numeroso pubblico presente non finiva più.

È stata una serata ricca di emozioni, a partire dal “Procurad’e moderare”, armonizzato da Antonio Deiara ed interpretato da Coro Sant’Austinu di Alà con la direzione di Silvio Bossi. Dopo i saluti del sindaco di Alà Francesco Ledda, che ha sottolineato le valenze culturali e sociali del progetto, e del presidente Mimmo De Vanna, i Giganti di Monti Prama hanno occupato la scena con la maestosità e la possanza dell’antica progenie sarda, sostenuti dal baritono Marco Solinas. Incantevole la melodia tabarchina, su versi di Mariatina B. Biggio, intrecciata dalle arpe, austera e ironica la composizione bitematica in catalano d’Alghero, struggente la “Corsicana”, con i versi di don Baignu Pes, affidata al soprano Annamaria Deiana. Gli applausi per “Forza Paris”, elaborazione dell’inno della Brigata Sassari, sono stati raccolti dal coro e orchestra giovanili “Cuncordu e Armonias” con un ospite d’eccezione: il colonnello Luciano Sechi, autore della melodia “popolare”, cioè fatta propria dai sardi. L’incedere dei buoi nella processione di Sant’Efisio, su testo di padre Vittorio Angius, al pari dei “Gosos de Chida Santa”, hanno evocato la tradizione e la storia di Cagliari e Oristano, mentre Nuoro si è riproposta con un’innovativa “Assandira” orchestrale. Sassari è stata celebrata con una delicata romanza su versi di Cesarino Mastino; Ozieri con il tripudio de “Sa Festa de su Remediu” di Maddalena Morittu. Non poteva mancare “Launeddas”, omaggio ad Andreas Bentzon. Hanno di che essere soddisfatti i maestri preparatori Guglielmo De Stasio (archi), Gianluigi Pani e Giovanna Virdis (fiati e percussioni), Vincenzo Cossu (coro e solisti) e Loredana Serra (arpe). Accattivante il libretto in tre lingue, sardo, italiano e inglese, col logo dello sponsor.

L’opera, impreziosita dalla voce narrante Cristiano Becciu, si è chiusa con un solenne “Procurad’e Moderare” per soli, coro e orchestra giovanili, che ha manifestato la bellezza di quello che potrebbe diventare l’inno della Regione Sardegna. Il bis era d’obbligo.

Alà dei Sardi, nella giornata dell’8 luglio, è diventato il cuore musicale e poetico della nostra Isola. Tra il pubblico, caratterizzato dalla presenza di tanti giovani, il segretario del Premio Ozieri di Letteratura sarda Antonio Canalis e il presidente della Giuria, Attilio Mastino, l’ideatore della Biennale Ozieri per cori tradizionali sardi Antonello Lai, la figlia del maestro di Nuoro Salvatore Nuvoli, Eta, l’autore dell’Invocazione alla Musa, Raffaele Secci e i rappresentanti della Brigata “Sassari” inviati dal generale Gianluca Carai. Il progetto triennale dell’Associazione Coro “Sant’Austinu” continuerà nel 2018 con la seconda Opera, sempre in lingua sarda.